“𝘠𝘰𝘶 𝘺𝘰𝘶𝘳𝘴𝘦𝘭𝘧, 𝘢𝘴 𝘮𝘶𝘤𝘩 𝘢𝘴 𝘢𝘯𝘺𝘣𝘰𝘥𝘺 𝘪𝘯 𝘵𝘩𝘦 𝘦𝘯𝘵𝘪𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘦, 𝘥𝘦𝘴𝘦𝘳𝘷𝘦 𝘺𝘰𝘶𝘳 𝘭𝘰𝘷𝘦 𝘢𝘯𝘥 𝘢𝘧𝘧𝘦𝘤𝘵𝘪𝘰𝘯.”
- Buddha
Ci sono persone che sembrano sicure di sé in ogni situazione.
Parlano bene.
Ridono forte.
Entrano in una stanza e sembrano sapere esattamente chi sono.
E poi esistono tutte quelle persone che convivono continuamente con una domanda invisibile:
“Sarò abbastanza?”
È qui che entra in gioco l’autostima.
Non come semplice “fiducia in sé stessi”.
Ma come modo profondo di guardarsi.
COS’È DAVVERO L’AUTOSTIMA?
L’autostima non è sentirsi superiori.
Non è narcisismo.
Non è perfezione.
Non è mostrarsi sempre forti.
L’autostima è il rapporto che abbiamo con noi stessi quando nessuno ci guarda.
È la voce interiore con cui ci parliamo:
- dopo un errore
- dopo un rifiuto
- dopo una delusione
- dopo una caduta
Perché ci sono persone che sbagliano e si rialzano…
e persone che trasformano ogni errore nella conferma di non valere abbastanza.
DA DOVE NASCE LA BASSA AUTOSTIMA?
Molto spesso l’autostima si costruisce nei primi ambienti che attraversiamo:
- famiglia
- scuola
- amicizie
- relazioni
Frasi come:
- “Non fai mai abbastanza”
- “Guarda gli altri”
- “Dovresti essere diverso”
- “Sei troppo sensibile”
… possono lentamente diventare parte della nostra identità.
E così iniziamo a credere che per meritare amore dobbiamo:
- performare
- compiacere
- non deludere
- essere perfetti
Nel film “Black Swan”, Nina cerca disperatamente di raggiungere la perfezione.
Ma più rincorre un ideale irraggiungibile, più perde contatto con sé stessa.
Perché chi vive senza sentirsi abbastanza spesso non vive:
si esibisce.
IL CONFRONTO CONTINUO
I social network hanno trasformato il confronto in qualcosa di quotidiano.
Confrontiamo:
- corpi
- successi
- relazioni
- vite
- felicità
Vediamo continuamente il “meglio” degli altri… e il “dietro le quinte” di noi stessi.
Ed è impossibile vincere una battaglia del genere.
Il problema è che il confronto costante distrugge lentamente la percezione del proprio valore.
Perché ci sarà sempre qualcuno:
- più bello
- più ricco
- più brillante
- più sicuro
Ma l’autostima non nasce dal sentirsi migliori degli altri.
Nasce dal sentirsi abbastanza anche senza esserlo perfettamente.
AUTOSTIMA E PAURA DEL GIUDIZIO
Chi ha una bassa autostima vive spesso nella paura del giudizio.
Perché se il proprio valore dipende dall’approvazione esterna, ogni critica diventa devastante.
Ed è qui che iniziano:
- ansia
- overthinking
- bisogno di conferme
- difficoltà relazionali
(Ne abbiamo parlato anche negli articoli dedicati all’ansia e alla paura del giudizio.)
IMPARARE A GUARDARSI CON GENTILEZZA
Esiste una frase di Carl Jung che racconta qualcosa di fondamentale:
“Non sono ciò che mi è accaduto. Sono ciò che scelgo di diventare.”
Molte persone credono che l’autostima nasca automaticamente.
In realtà va costruita.
Come un muscolo.
Attraverso:
- esperienze
- cadute
- confini
- piccoli successi
- relazioni sane
Ma soprattutto attraverso il modo in cui impariamo a trattarci.
Perché non possiamo pretendere di sentirci bene con noi stessi se passiamo la vita ad attaccarci interiormente.
L’AUTOSTIMA NON È NON AVERE PAURA
Anche le persone sicure hanno paura.
La differenza è che non lasciano che quella paura definisca completamente il loro valore.
Avere autostima significa potersi dire:
“Anche se sbaglio, continuo a meritare rispetto.”
Ed è una differenza enorme.
DIVENTARE CASA PER SÉ STESSI
Forse il vero punto non è diventare perfetti.
Forse il punto è smettere di sentirsi continuamente sbagliati.
Nel libro “Le onde” di Virginia Woolf compare una frase bellissima:
“Non si può trovare pace evitando la vita.”
E forse l’autostima nasce proprio qui:
nel permettersi di vivere senza dover continuamente dimostrare qualcosa.
Con le proprie fragilità.
Con i propri limiti.
Con le proprie imperfezioni.
Perché non siamo nati per essere impeccabili.
Siamo nati per essere autentici.